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Febbraio 2026, un mese straordinario, trascorso all’insegna delle emozioni, della gioia travolgente e del trepidante coinvolgimento. Anna Lisa, che ha seguito l’evento sin dalla prima ora, ne stila il bilancio, offrendoci un’interessante panoramica.
Incredibile: 10 giorni, per un totale di 11 gare e 172.000 spettatori, che hanno animato la Südtirol Arena Alto Adige!
Abbiamo cucinato seguendo alla lettera le ricette e le dosi degli ingredienti, ogni piatto è stato servito con le informazioni nutrizionali e i relativi campioni datati, l’alcol era bandito e tutto ciò che veniva introdotto in hotel doveva passare attraverso lo scanner. Nelle camere abbiamo dovuto rimuovere qualsiasi oggetto che recasse un logo e i letti matrimoniali sono stati sostituiti da quelli singoli, mentre asciugamani, sacchetti per la biancheria, coperte olimpiche e persino le prolunghe con adattatore erano verbalizzati. Ci sono state fornite anche lavatrici e asciugatrici separate per atleti e staff. Ogni finestra e porta era piombata, rendendo così accessibile solo l’ingresso principale, in cui 24 ore su 24 venivano effettuati i controlli di sicurezza, l’accreditamento e il body scanner, proprio come in aeroporto.
Per settimane ci siamo impegnati al massimo, vivendo con grande entusiasmo questi momenti e assicurandoci che atleti e atlete – così come il nostro personale – fossero completamente a loro agio! E l’atmosfera è stata magnifica, all’altezza delle Olimpiadi!
Weniger lesenFebbraio 2026, un mese straordinario, trascorso all’insegna delle emozioni, della gioia travolgente e del trepidante coinvolgimento. Anna Lisa, che ha seguito l’evento sin dalla prima ora, ne stila il bilancio, offrendoci un’interessante panoramica.
Incredibile: 10 giorni, per un totale di 11 gare e 172.000 spettatori, che hanno animato la Südtirol Arena Alto Adige!
Abbiamo cucinato seguendo alla lettera le ricette e le dosi degli ingredienti, ogni piatto è stato servito con le informazioni nutrizionali e i relativi campioni datati, l’alcol era bandito e tutto ciò che veniva introdotto in hotel doveva passare attraverso lo scanner. Nelle camere abbiamo dovuto rimuovere qualsiasi oggetto che recasse un logo e i letti matrimoniali sono stati sostituiti da quelli singoli, mentre asciugamani, sacchetti per la biancheria, coperte olimpiche e persino le prolunghe con adattatore erano verbalizzati. Ci sono state fornite anche lavatrici e asciugatrici separate per atleti e staff. Ogni finestra e porta era piombata, rendendo così accessibile solo l’ingresso principale, in cui 24 ore su 24 venivano effettuati i controlli di sicurezza, l’accreditamento e il body scanner, proprio come in aeroporto.
Per settimane ci siamo impegnati al massimo, vivendo con grande entusiasmo questi momenti e assicurandoci che atleti e atlete – così come il nostro personale – fossero completamente a loro agio! E l’atmosfera è stata magnifica, all’altezza delle Olimpiadi!